In Essere e tempo Heidegger si serve della distinzione aristotelica tra Pòiesis e praxis per individuare due diversi modi di essere dell’esserci, cioè dell’uomo: l’esistenza inautentica e l’esistenza autentica. Pur essendo entrambe attività pratiche, nell’una, l’esserci non si rivela, nell’altra si rivela a se stesso.
Praxis e Pòesis sono 2 dedelle 3 forme di attivita secondo Aristotele.
Esistenza inautentica
Non vuol dire una vita priva di valori o immorale, ma una vita basata su quella che Platone definiva Doxa. In questo tipo di esistenza, l’uomo utilizza gli strumenti che trova ma secondo l’attività poietica, diventando completamente dipendente dagli strumenti stessi. Pensiamo ad esempio alla macchina: contiamo sul suo funzionamento fino a quando si guasta e non ci permette di rispettare gli impegni presi. In questo quadro:
Important
l’esserci si disperde nei mezzi di cui fa uso.
Per rimediare a questo senso di dispersione, la persona si basa appunto sulla Doxa. L’esserci fugge da sé stesso e mi ricorda Pascal quando dice che L’attività intensa e irrequieta procede dal timore di rimanere soli con sé stessi.
A questa si contrappone l’esistenza autentica.