L’orologio come strumento di snaturamento del tempo
L’invenzione dell’orologio ha segnato il punto di svolta nel rapporto tra l’uomo e la percezione del tempo. Prima della sua diffusione, la misurazione era approssimativa e variabile: le ore venivano divise in 12 parti uguali tra alba e tramonto, adattandosi naturalmente alle stagioni (giornate estive più lunghe, invernali più corte).
L’arbitrarietà del tempo meccanico
- Indipendenza dalla natura: L’orologio impone un valore arbitrario e fisso al tempo, rendendolo indipendente dai ritmi della luce solare.
- Tempo Quantistico: Questo passaggio porta a una visione “quantizzata” del tempo, dove ogni secondo ha lo stesso peso teorico, ignorando la qualità dell’esperienza soggettiva.