La passione per gli scacchi fu la causa indiretta della morte di Aleksandr Puškin.

Puškin sposò Natalia Nikolaeva Gončarova, alla quale trasmise la sua passione per gli scacchi. La Gončarova divenne presto la migliore scacchista di Pietroburgo. Poco dopo iniziarono ad arrivare lettere anonime che accusavano la moglie di Puškin di infedeltà. Secondo queste lettere, le sfide a scacchi a corte erano solo il pretesto per gli incontri con gli ammiratori.

Puškin scopre che le lettere venivano dall’ambasciatore francese. L’8 febbraio del 1837 lo sfida a duello.

«Miro alla mano che scrive ignominie» disse Puškin, e così fece. L’ambasciatore però lo colpì di striscio all’addome. La ferita venne curata male e due giorni dopo Puškin morì per setticemia.


Sarebbe interessante vedere gli scacchi come attività poietica.